Author Archives

  • Bellezza 

    le cose belle

    di Francesca Fiorletta

    Difficile negarlo: negli ultimi tempi, c’è sempre più bisogno di bellezza.
    Adesso, nelle sale, in pochissime sale cinematografiche (della capitale), invero, splende di luce propria un’altra gemma di rara e grezza purezza: Le Cose Belle, un intelligentissimo docu-film di Agostino Ferrante e Giovanni Piperno, ambientato nell’asfissiante hinterland napoletano.

  • Dentro la retorica del dominio: Genealogie del presente

    magda

    di Paolo Caloni

    Genealogie del presente propone un lessico ragionato della politica odierna proponendo «strumenti di comprensione che siano al contempo strumenti di lotta». “Crisi”, “Preacarietà”, “Responsabilità”, “Futuro”: se il lessico politico attuale è funzionale alla retorica della dominazione, il libro cerca di far riemergere le storie tormentate di tali parole “d’ordine”. Fare Genealogia – alla Foucault – è sempre un gesto politico.

  • La critica nella terra della prosa #3 – Sonia Caporossi e Fabio Donalisio

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    Abbiamo pensato che l’uscita di La terra della prosa. Narratori degli anni Zero, a cura di Andrea Cortellessa, fosse una buona occasione per lanciare una piccolissima indagine, sottoponendo ad alcuni critici delle nuove leve tre domande su antologie e canoni, orizzonti di scrittura e orizzonti di lettura, cartografia e militanza. Ogni antologia, soprattutto quando presentata con un testo dal rilievo teorico e critico così pronunciato, si presenta come un invito a discutere e a mettere in questione, tanto le specifiche scelte compiute dal curatore, quanto i presupposti primari di un’operazione di selezione e giudizio qual è un’antologia. A rispondere qui sono Sonia Caporossi e Fabio Donalisio.

  • Perdersi nell’India di Anita Desai

    Fatehpur Sikri

    di Andrea Pitozzi

    Le storie narrate in L’artista della sparizione prendono forma pian piano nella mente del lettore, attraverso un gioco di continue trasformazioni, apparizioni e scomparse. È un libro sulla perdita che assume la forma di una latenza dell’immagine, dove ogni cosa perduta riaffiora come la traccia debole di un’esistenza possibile. Storie che danno la dimensione di un passaggio in atto, in cui l’India di oggi non può che vivere fianco a fianco con i fantasmi in filigrana di quella passata.

  • La critica nella terra della prosa #2 – Raffaello Palumbo Mosca e Marco Mongelli

    Urbania Agosto 2011 063

    Abbiamo pensato che l’uscita di La terra della prosa. Narratori degli anni Zero, a cura di Andrea Cortellessa, fosse una buona occasione per lanciare una piccolissima indagine, sottoponendo ad alcuni critici delle nuove leve tre domande su antologie e canoni, orizzonti di scrittura e orizzonti di lettura, cartografia e militanza. Ogni antologia, soprattutto quando presentata con un testo dal rilievo teorico e critico così pronunciato, si presenta come un invito a discutere e a mettere in questione, tanto le specifiche scelte compiute dal curatore, quanto i presupposti primari di un’operazione di selezione e giudizio qual è un’antologia. A rispondere qui sono Raffaello Palumbo Mosca e Marco Mongelli.

  • Umanità al bivio: Deux Jours, une nuit dei fratelli Dardenne

    Marion-Cotillard-Deux-jours-une-nuit

    di Niccolò Petruzzelli

    Nei loro film troviamo personaggi posti di fronte a un bivio, a scelte da compiere, a conseguenze pensantissime da pagare in nome di un codice etico tanto laico quanto superiore: quello dell’umanità.

  • La critica nella terra della prosa #1 – Raoul Bruni e Francesca Fiorletta

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    Ogni antologia, soprattutto quando presentata con un testo dal rilievo teorico e critico così pronunciato, si presenta come un invito a discutere e a mettere in questione, tanto le specifiche scelte compiute dal curatore, quanto i presupposti primari di un’operazione di selezione e giudizio qual è un’antologia. Per questo abbiamo pensato che l’uscita di Terra della prosa fosse una buona occasione per lanciare una piccolissima indagine, sottoponendo ad alcuni critici delle nuove leve tre domande su antologie e canoni, orizzonti di scrittura e orizzonti di lettura, cartografia e militanza.

  • La critica nella “terra della prosa”: un invito

    Terra della prosa 4

    di Giacomo Raccis

    Ho pensato che l’uscita di La terra della prosa. Narratori degli anni Zero, a cura di Andrea Cortellessa, fosse una buona occasione per lanciare una piccolissima indagine, sottoponendo ad alcuni critici delle nuove leve tre domande su antologie e canoni, orizzonti di scrittura e orizzonti di lettura, cartografia e militanza. Ogni antologia, soprattutto quando presentata con un testo dal rilievo teorico e critico così pronunciato, si presenta come un invito a discutere e a mettere in questione, tanto le specifiche scelte compiute dal curatore, quanto i presupposti primari di un’operazione di selezione e giudizio qual è un’antologia. Un’introduzione al progetto.

  • Un flâneur senza flânerie: Milano dalle finestre dei bar di Luca Vaglio

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    Milano dalle finestre dei bar (Marco Saya, 2013) è la seconda raccolta poetica di Luca Vaglio. La città rappresentata è del tutto anticonvenzionale: conosciuta a colpi di spirito, senza preoccupazioni definitorie o identitarie. L’io lirico si sposta – o meglio si ritrova – tra pub e locali da happy hour: è un flâneur senza flânerie, un io-avventore che registra scene da movida da una posizione semisommersa e marginale.
    La poesia di Vaglio rappresenta una Milano a rovescio, come un vuoto che circondi il “pieno” delle sue intermittenze del cuore.

  • L’epica normale dei ritornanti: due parole su La Strada di Casa di Carolina Lucchesini e Goffredo d’Onofrio

    sulla torre

    di Massimo Cotugno

    “L’Europa è solo un mezzo, un’opportunità per vivere l’Italia. La partenza è, in realtà, un investimento. Il rientro, o il tentativo di rientrare, la chance per mettere a frutto quell’investimento. L’epica è per coloro che decidono di intraprendere questo doppio viaggio, per coloro che ce la fanno, malgrado l’assenza di una rete, di un progetto politico che possa trasformare l’Italia nel “paese dove costruire il proprio futuro”, come dice Paolo nel reportage.”

  • Storie di uomini e libri

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    di Davide Saini

    Storie di uomini e di libri. L’editoria letteraria italiana attraverso le sue collane di Gian Carlo Ferretti e Giulia Iannuzzi, da poco pubblicato da Minimum fax, fornisce un fantastico strumento di lettura della realtà editoriale e culturale italiana attraverso le collane e i protagonisti che le hanno create e animate. Accompagnando il lettore nel «dietro le quinte» della letteratura, dove accanto a chi i libri li scrive c’è anche chi «li fa»

  • Italia-Inghilterra tra rivalità e leggenda

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    Winston Churchill diceva che «Gli italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come fossero guerre». Il maestro Gianni Brera scrisse invece che «Gli inglesi ci guardano sempre dall’alto, increspando il labbro superiore». Vai a spiegare, con queste premesse e alla vigilia del debutto al Mondiale, che fra Italia e Inghilterra non c’è mai stata troppa rivalità…dalla battaglia di Highbury al cucchiaio di Pirlo, dalla disfatta del ’48 al duetto Baggio-Schillaci nella mitica “finalina” di Italia ’90.

  • Selve d’amore: il ritmo imbambolato del desiderio

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    di Sergio Peter

    Con questo Selve d’amore Gianni Celati, uno dei massimi narratori italiani viventi, porta a compimento il ciclo dei Costumi degli italiani. Siamo certamente in una delle migliori collane di narrativa oggi attive in Italia, e cioè la Compagnia Extra edita da Quodlibet,.

  • Un feuilleton infetto e avventuroso: Roderick Duddle di Michele Mari

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    di Laura Antonella Carli

    È difficile immaginare che uno straordinario universo picaresco, fatto di osterie e bordelli dai nomi ruspanti come l’Oca Rossa o l’Allegro Viandante, di bastimenti minacciati dalla tempesta, di suore, storpi, manigoldi, ruoti intorno a un bambino di dieci anni. Con Roderick Duddle Michele Mari prosegue il suo “corpo a corpo” con la letteratura, rivitalizzando il grande romanzo d’appendice e costruendo un vortice in cui lettore autore personaggi vanno insieme alla deriva.

  • Dettato di Sergio Peter

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    di Andrea Cirolla

    Tunué, casa editrice di Latina specializzata in graphic novel e saggistica pop, si è aperta recentemente alla narrativa. Ha affidato a Vanni Santoni la cura di una collana dedicata, che si chiama «romanzi». Il primo libro della collana, Dettato, è anche il primo del suo autore, Sergio Peter. E che libro è, Dettato di Sergio Peter?

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